E’ un sabato di metà giugno, come ormai è consuetudine in questa prima parte di estate le previsioni meteo sono sfavorevoli per l’arco alpino…condizioni più stabili sono invece previste per l’Appennino Emiliano. E’ da un po' di tempo che desidero conoscere i monti della Val Cedra e, nonostante la distanza considerevole, decido che è giunto il momento di fare un sopralluogo da quelle parti.
In due ore e trenta di macchina copro i 190Km che mi separano dalla mia meta e alle 11.00 parcheggio a Valditacca dove mi accoglie una brezza decisamente frizzante!
Queste vallate sono note per il fenomeno, specialmente estivo, del “vento marino” una sorta di impetuoso vento favonico piuttosto secco e, in quota fresco, e questa sembra proprio una di quelle giornate interessate da questo fenomeno atmosferico!
Parcheggiata la macchina mi inoltro subito in una di quelle sontuose faggete che solo l’Appennino riesce a generare e la risalgo lungo un’ampio e comodo sentiero. La volta di fogliame sopra di me è quasi ininterrotta e il verde è talmente intenso da risultare quasi abbacinante…arriva quasi a pervadere l’animo cancellando ogni pensiero. E’ una sensazione che mi capita talvolta di provare nel folto delle foreste più dense e remote…per me si tratta di una sorta di meditazione spontanea in cui la fatica del cammino si dissolve del tutto…un’autentico incantesimo!
Quando emergo al di sopra della faggeta trovo ad aspettarmi le immense distese di arbusteti a mirtillo per cui queste montagne sono famose…il profumo che emanano è particolare e piacevole, ha qualcosa di balsamico e in tanti anni di girovagare per monti è la prima volta che lo avverto in modo così intenso e persistente!
In breve raggiungo il crinale sovrastante, che già da lontano si intuiva sferzato dal vento, posso così affacciarmi sul versante toscano che precipita nel cuore della Lunigiana. Da questo versante risalgono a gran velocità enormi masse di nuvole, spinte dai venti anabatici, che tuttavia si dissolvono una volta raggiunto il versante emiliano…un vero spettacolo della natura!
Consumo con calma il mio pasto in un’angolo riparato dove posso godermi il sole e ammirare il paesaggio: in primo piano spiccano gli incantevoli laghi del Sillara mentre sullo sfondo il crinale appenninico si dispiega verso l’Alpe di Succiso e il Monte Cusna, il verde domina incontrastato!
Decido di concludere il mio itinerario disegnando un percorso circolare e mi avvio quindi lungo la cresta erbosa…l'intensità del vento continua tuttavia ad aumentare (alcune raffiche compromettono l’equilibrio) e vedo avvicinarsi dalla Lunigiana un'enorme massa nuvolosa che dopo alcuni minuti investe il crinale avvolgendolo in una fitta nebbia sferzata dalla burrasca!
Raggiunto il Passo Giovarello abbandono finalmente il crinale e mi dirigo verso valle…in pochi minuti il vento cala ma la nebbia continua ad accompagnarmi per un buon tratto.
Nei pressi del Lago Verde rientro nuovamente nel folto della faggeta e, seguendo un ripido tracciato, raggiungo infine la macchina…anche questo sopralluogo è giunto al termine!
In due ore e trenta di macchina copro i 190Km che mi separano dalla mia meta e alle 11.00 parcheggio a Valditacca dove mi accoglie una brezza decisamente frizzante!
Queste vallate sono note per il fenomeno, specialmente estivo, del “vento marino” una sorta di impetuoso vento favonico piuttosto secco e, in quota fresco, e questa sembra proprio una di quelle giornate interessate da questo fenomeno atmosferico!
Parcheggiata la macchina mi inoltro subito in una di quelle sontuose faggete che solo l’Appennino riesce a generare e la risalgo lungo un’ampio e comodo sentiero. La volta di fogliame sopra di me è quasi ininterrotta e il verde è talmente intenso da risultare quasi abbacinante…arriva quasi a pervadere l’animo cancellando ogni pensiero. E’ una sensazione che mi capita talvolta di provare nel folto delle foreste più dense e remote…per me si tratta di una sorta di meditazione spontanea in cui la fatica del cammino si dissolve del tutto…un’autentico incantesimo!
Quando emergo al di sopra della faggeta trovo ad aspettarmi le immense distese di arbusteti a mirtillo per cui queste montagne sono famose…il profumo che emanano è particolare e piacevole, ha qualcosa di balsamico e in tanti anni di girovagare per monti è la prima volta che lo avverto in modo così intenso e persistente!
In breve raggiungo il crinale sovrastante, che già da lontano si intuiva sferzato dal vento, posso così affacciarmi sul versante toscano che precipita nel cuore della Lunigiana. Da questo versante risalgono a gran velocità enormi masse di nuvole, spinte dai venti anabatici, che tuttavia si dissolvono una volta raggiunto il versante emiliano…un vero spettacolo della natura!
Consumo con calma il mio pasto in un’angolo riparato dove posso godermi il sole e ammirare il paesaggio: in primo piano spiccano gli incantevoli laghi del Sillara mentre sullo sfondo il crinale appenninico si dispiega verso l’Alpe di Succiso e il Monte Cusna, il verde domina incontrastato!
Decido di concludere il mio itinerario disegnando un percorso circolare e mi avvio quindi lungo la cresta erbosa…l'intensità del vento continua tuttavia ad aumentare (alcune raffiche compromettono l’equilibrio) e vedo avvicinarsi dalla Lunigiana un'enorme massa nuvolosa che dopo alcuni minuti investe il crinale avvolgendolo in una fitta nebbia sferzata dalla burrasca!
Raggiunto il Passo Giovarello abbandono finalmente il crinale e mi dirigo verso valle…in pochi minuti il vento cala ma la nebbia continua ad accompagnarmi per un buon tratto.
Nei pressi del Lago Verde rientro nuovamente nel folto della faggeta e, seguendo un ripido tracciato, raggiungo infine la macchina…anche questo sopralluogo è giunto al termine!