L’andare per monti è una forma di libertà potente che tuttavia può
rivelarsi pericolosa se non si è in grado di gestirla con intelligenza.
Sono almeno 30 anni che girovago per le terre alte ma se in tutto questo tempo non ho mai passato guai lo devo a un po' di fortuna, all’esperienza maturata e all’essere sempre stato fedele ad alcuni semplici insegnamenti di famiglia che sono espressione della saggezza montanara del passato.
Controllare sempre le previsioni meteo con grande scrupolo è una abitudine che mi deriva proprio da un precetto a cui ho sempre cercato di attenermi…”IN QUOTA SI SALE SOLO CON METEO FAVOREVOLE!”
Ma perché può essere così pericoloso il maltempo in quota?
Beh innanzitutto all’aumentare dell’altitudine si amplificano gli effetti degli elementi meteorologici (pioggia, fulmini, vento, freddo, nebbia, neve, ghiaccio etc.) che in un contesto complicato come quello dell’alta montagna possono rivelarsi causa diretta di errori e di infortuni molto pericolosi.
A questo si deve aggiungere un aspetto secondario, da molti sottovalutato, che complica le conseguenze di eventuali incidenti…con il maltempo le operazioni di soccorso sono estremamente difficoltose e il rischio di doversela sbrigare in autonomia diventa molto alto con tutti i rischi che questo comporta!
Le previsioni meteo oggi sono molto dettagliate e affidabili, consultarle è facile e prendere l’abitudine di farlo con meticolosità prima di un’escursione costa davvero poco e può veramente fare la differenza!
Ciononostante vedo sui social una moltitudine di persone che postano foto di escursioni realizzate in condizioni meteo sfavorevoli e ogni volta non posso fare a meno di domandarmi il motivo di tanta leggerezza…poi a confermare l’imprudenza di queste abitudini arrivano puntuali le cronache a raccontare di incidenti, di eroici atti di soccorso, di feriti…di morti!
Credo che oggi sia assolutamente necessario riscoprire gli insegnamenti e i valori di un tempo…saper fare scelte giuste, saper valutare, saper aspettare, saper rinunciare!
Francamente non sono mai riuscito a comprendere cosa spinga certe persone ad avventurarsi in quota con maltempo conclamato…la scarsa visibilità impedisce di godersi il panorama e le intemperie rendono tutto inutilmente più difficile e complicato.
Hanno forse così poco tempo a disposizione da non poter rimandare un’uscita? Oppure
cercano proprio quelle condizioni per provare l’adrenalina di essere gli unici in circolazione?
In fondo quando arriva il maltempo è bello e sano potersi concedere una pausa dalla montagna per dedicarsi a qualcos’altro…perché ostinarsi invece a salire sempre e comunque??
In caso di incidente in montagna quello che desidera chiunque è di essere recuperato il più velocemente possibile…eppure in presenza di maltempo questo si rivela impossibile, e le conseguenze più probabili sono solo sofferenza per l’infortunato e tanto tribolare per i soccorritori e per i familiari…ne vale la pena??
Avere le capacità di affrontare condizioni meteo sfavorevoli fa parte del bagaglio che ogni escursionista deve avere ma se si ha un minimo di cervello e di rispetto per il prossimo si evita poi di doverle mettere in pratica!
Se si è disposti a sbrigarsela da soli in caso di incidente (e non capita praticamente mai) credo che la scelta di andare in quota con maltempo possa anche ritenersi accettabile…se invece non si è disposti a un tale livello di responsabilità penso sia più onesto e dignitoso restare a casa!
Sono almeno 30 anni che girovago per le terre alte ma se in tutto questo tempo non ho mai passato guai lo devo a un po' di fortuna, all’esperienza maturata e all’essere sempre stato fedele ad alcuni semplici insegnamenti di famiglia che sono espressione della saggezza montanara del passato.
Controllare sempre le previsioni meteo con grande scrupolo è una abitudine che mi deriva proprio da un precetto a cui ho sempre cercato di attenermi…”IN QUOTA SI SALE SOLO CON METEO FAVOREVOLE!”
Ma perché può essere così pericoloso il maltempo in quota?
Beh innanzitutto all’aumentare dell’altitudine si amplificano gli effetti degli elementi meteorologici (pioggia, fulmini, vento, freddo, nebbia, neve, ghiaccio etc.) che in un contesto complicato come quello dell’alta montagna possono rivelarsi causa diretta di errori e di infortuni molto pericolosi.
A questo si deve aggiungere un aspetto secondario, da molti sottovalutato, che complica le conseguenze di eventuali incidenti…con il maltempo le operazioni di soccorso sono estremamente difficoltose e il rischio di doversela sbrigare in autonomia diventa molto alto con tutti i rischi che questo comporta!
Le previsioni meteo oggi sono molto dettagliate e affidabili, consultarle è facile e prendere l’abitudine di farlo con meticolosità prima di un’escursione costa davvero poco e può veramente fare la differenza!
Ciononostante vedo sui social una moltitudine di persone che postano foto di escursioni realizzate in condizioni meteo sfavorevoli e ogni volta non posso fare a meno di domandarmi il motivo di tanta leggerezza…poi a confermare l’imprudenza di queste abitudini arrivano puntuali le cronache a raccontare di incidenti, di eroici atti di soccorso, di feriti…di morti!
Credo che oggi sia assolutamente necessario riscoprire gli insegnamenti e i valori di un tempo…saper fare scelte giuste, saper valutare, saper aspettare, saper rinunciare!
Francamente non sono mai riuscito a comprendere cosa spinga certe persone ad avventurarsi in quota con maltempo conclamato…la scarsa visibilità impedisce di godersi il panorama e le intemperie rendono tutto inutilmente più difficile e complicato.
Hanno forse così poco tempo a disposizione da non poter rimandare un’uscita? Oppure
cercano proprio quelle condizioni per provare l’adrenalina di essere gli unici in circolazione?
In fondo quando arriva il maltempo è bello e sano potersi concedere una pausa dalla montagna per dedicarsi a qualcos’altro…perché ostinarsi invece a salire sempre e comunque??
In caso di incidente in montagna quello che desidera chiunque è di essere recuperato il più velocemente possibile…eppure in presenza di maltempo questo si rivela impossibile, e le conseguenze più probabili sono solo sofferenza per l’infortunato e tanto tribolare per i soccorritori e per i familiari…ne vale la pena??
Avere le capacità di affrontare condizioni meteo sfavorevoli fa parte del bagaglio che ogni escursionista deve avere ma se si ha un minimo di cervello e di rispetto per il prossimo si evita poi di doverle mettere in pratica!
Se si è disposti a sbrigarsela da soli in caso di incidente (e non capita praticamente mai) credo che la scelta di andare in quota con maltempo possa anche ritenersi accettabile…se invece non si è disposti a un tale livello di responsabilità penso sia più onesto e dignitoso restare a casa!










